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Ettore Viola: “Calciopoli non ha cambiato le cose”

7 Ottobre 2014

Ettore Viola, figlio dello storico presidente della Roma, Dino: «Ero convinto che Calciopoli avesse cambiato le cose, invece vedo che il discorso torna ».

 

Cosa pensa delle parole del capitano romanista?

 

«Che non è cambiato molto dai nostri tempi. Quando andavamo a giocare a Torino contro la Juventus, mio padre faceva capire ai giocatori che si entrava sull’1-0 per loro. Bisognava ribaltare il risultato, la Juventus a quei tempi godeva di tante protezioni».

 

Oggi è ancora così?

 

«La situazione è cambiata di poco, mi dispiace per i tifosi e per la squadra che meriterebbero maggiore considerazione. Nel calcio può succedere di tutto, ma tre svarioni così importanti per una partita così significativa lasciano perplessi».

 

Pensa che ci sia malafede da parte degli arbitri?

 

«Negli anni ’80 molti arbitri erano in malafede e ci sono sentenze e radiazioni che lo confermano, se ancora oggi fosse così sarei sgomento. Penso di più alla sudditanza psicologica, altrimenti sarebbe grave».

 

I calciatori romanisti in panchina sono stati insultati dai tifosi bianconeri, a lei e a suo papà successe lo stesso.

 

«Gli epiteti non sono cambiati, il romanista viene sempre malvisto in tutti gli stadi soprattutto al nord. In quello stadio i giocatori sono a contatto con il pubblico, determinate esuberanze dei ragazzi della Roma sono state male interpretate. Noi prima di andare a Torino prendevamo il Tavor».

(VGR)

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